Consigli in pillole e news

Ecco alcuni approfondimenti su tematiche collegate alla mia attività professionale.

ENERGY DRINK: USO O ABUSO?

Concludiamo con questo articolo la serie sulle bevande nervine, toniche ed  energetiche.

Tra le cosiddette bevande energetiche o “Energy drink” rientrano bevande vendute in lattina, spesso addizionate con anidride carbonica e dal sapore dolce e appetibile costituite da numerosi ingredienti. In genere è presente caffeina in quantità variabili tra 80-400 mg a lattina e altri ingredienti comuni sono taurina (circa 1.000 mg), Guaranà, Ginseng, Yerba mate, Ginkgo biloba, creatina, carnitina, inositolo, glucuronolactone, antiossidanti, maltodestrine, vitamine e zuccheri, la cui quantità totale a seconda della bevanda può arrivare ad essere anche maggiore del 12%. L’elevata presenza di sostanze stimolanti può agire sul sistema nervoso centrale influenzando le attività psico-motorie di chi le assume.

Il mercato delle bevande energetiche ha avuto una crescita improvvisa dalla fine degli anni novanta, grazie a strategie di marketing precise, rivolte soprattutto ad un pubblico giovane, sia con l’uso di nomi e confezioni accattivanti, che mediante la sponsorizzazioni di eventi sportivi, musicali e di vita notturna in generale.

Non esiste un ingrediente o una formula base necessaria a definire la bevanda energetica, non essendoci ad oggi una regolamentazione specifica sulla definizione del termine “Energy drink”.

EFFETTI

L’elevata presenza di sostanze stimolanti può agire sul sistema nervoso centrale influenzando le attività psicomotorie di chi le assume: l’azione stimolante della caffeina insieme all’azione di altre sostanze eccitanti facilita il dispendio d’energia attraverso un incremento della pressione sanguigna riducendo la percezione dello stato di affaticamento fisico e mentale e incoraggia le persone a stare svegli più a lungo, ma può dar luogo a palpitazioni cardiache, insonnia e sensazione di ansia.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’abuso da parte di persone in sovrappeso, con lo scopo di ridurre o controllare il peso grazie all’effetto termogenico di tali sostanze. In realtà da un punto di vista nutrizionale sono presenti molti zuccheri (10/15 g a seconda del prodotto per ogni lattina), al cui abuso secondo le più recenti linee guida dell’Oms è legato l’aumento di malattie croniche, come quelle cardiovascolari,  ma anche il diabete e l’obesità.

Negli sportivi che le assumono prima di uno sforzo fisico prolungato, l’attività diuretica della caffeina può peggiorare lo stato di disidratazione provocato dalla perdita di liquidi con la sudorazione.

CONSIGLI PER UN USO CONSAPEVOLE.

E’ importante seguire le indicazioni riportate in  etichetta anche se in Europa è solo obbligatorio indicare sulla confezione “Alto contenuto di caffeina” e “Non raccomandato per bambini o donne in gravidanza o in allattamento”, mentre sarebbe opportuno, come per tutte le bevande contenenti caffeina, consigliarne un uso moderato anche a persone con patologie cardiovascolari. Inoltre non dovrebbero essere associate ad alcool, farmaci o sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale o che hanno effetti neurologici.

ALCOOL E ENERGY DRINK

Negli ultimi anni è cresciuto il consumo Energy Drink e alcolici in quanto l’associazione può dare una sensazione illusoria di padronanza della situazione indotta dalla caffeina, che inibisce l’effetto sedante dell’alcol, mentre in realtà l’effetto eccitante non modifica la concentrazione di alcool nel sangue. Quando si beve alcool, infatti, ci si stanca più facilmente, mentre le bevande energetiche spingono a sottostimare quanto si sia bevuto, facendo consumare più alcool. Ecco perché la possibilità di una percezione non reale degli effetti dell’alcool può indurne ancora di più l’assunzione, aggravando lo stato di ebbrezza dato che l’azione stimolante dell’Energy drink può allo stesso tempo dare la sensazione di essere vigili con la conseguenza di mettere in atto atteggiamento più rischiosi di quelli che si possono avere se si è “solo” bevuto alcolici.

CURIOSITÀ

L’alcool fa male?

L’alcool o etanolo fornisce molta energia, ma, soprattutto quello contenuto nei superalcolici, ad alto tenore alcolico, è considerato un “alimento vuoto” o che fornisce “calorie vuote” perché è sprovvisto di princìpi nutritivi fondamentali.

Inoltre può avere effetti tossici, anche gravi, e una elevata capacità di indurre dipendenza pertanto è privo di qualsiasi beneficio per la salute e ed è dannoso sia per il fegato che per  il sistema nervoso centrale.

Bere alcol aiuta a scaldarsi? 

Assolutamente no… E’ solo  una sensazione temporanea e cutanea, avvertita alla superficie del corpo poiché l’alcool è un potente vasodilatatore ma, subito dopo averlo ingerito, provoca una reazione del contraria al riscaldamento poiché la pressione corporea, dopo un primo innalzamento, si abbassa e il calore si disperde all’esterno e il corpo si raffredda più velocemente.



Con i termini tonico e adattogeno si fa riferimento a sostanze o preparati derivati da piante con diverse attività, in grado di agire sulla resistenza dell’organismo allo stress psicofisico, con proprietà antiossidanti e che possono avere un’azione modulatrice sul sistema immunitario,  sul tono muscolare e sulle capacità fisiche e mentali, aumentando la capacità dell’organismo di adattarsi ai fattori ambientali ed evitarne gli effetti negativi attraverso diversi meccanismi.

Il principio attivo prevalente presente in foglie, semi e frutti è comunque quasi sempre la caffeina associato a Sali minerali, vitamine, sostanze ad azione antiossidante.

Tali sostanze possono essere presenti in commercio sotto forma di infusi o all’interno di alcuni integratori e tra le principali piante assimilabili a questa categoria ricordiamo Guaranà, Cola, Yerba Mate, Arancio amaro, Ginseng che vengono prevalentemente consumate come infusi.

 

Nome Principio attivo Caratteristiche
ARANCIO AMARO sinefrina La sinefrina viene estratta dal frutto immaturo del Citrus aurantium. Ha un’azione simpaticomimetica stimolante ed eccitante. Si trova in prodotti energetici e dimagranti in quanto in animali da esperimento possiede un’azione termogenica non confermata  in studi clinici randomizzati sull’uomo. Può determinare un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e l’uso è sconsigliato al di sotto dei 12 anni, gravidanza e allattamento e in presenza di cardiopatie e/o ipertensione.

Nome Principio attivo Caratteristiche
COLA caffeina I frutti  della cola possiedono un gusto amarognolo dovuto alla presenza di xantine, soprattutto caffeina e tannini. La cola  è da tempo utilizzata per preparare bibite con marchi famosi ma in alcune culture è uso degli indigeni masticare i frutti per le proprietà toniche, ricostituenti ed eccitanti. Viene inoltre utilizzata in integratori e preparati erboristici ad uso sportivo  per esaltare le performance. Proprio come il caffè la cola assunta poco prima di coricarsi potrebbe interferire con il normale riposo, causando difficoltà ad addormentarsi.

Nome Principio attivo Caratteristiche
GINSENG ginsenosidi Sono molte le specie di ginseng ma quella più studiata e il Panax ginseng L., una pianta erbacea perenne originaria di Cina e Corea i cui principi attivi sono contenuti nella radice e nel rizoma. I ginsenosidi, estratti dalla radice sono i  principali responsabili dell’attività̀ del ginseng e degli effetti a lui attribuiti quali azione tonica, adattogena, immunomodulatrice e stimolatrice sul SNC.

Nome Principio attivo Caratteristiche
GUARANÀ guaranina Il guaranà è una pianta tipica della foresta amazzonica. Per effetto dell’alto contenuto lipidico del seme di guaranà che rallenta il rilascio del principio attivo, gli effetti, apprezzati dagli sportivi non sono immediati come quelli delle tradizionali bevande contenenti caffeina e  sembrano migliorare la resistenza alla fatica. A questa pianta oltre all’ attività tonica vengono attribuite azioni immunostimolante, analgesica e termogenica, non ancora dimostrate da studi scientifici sull’uomo.

Nome Principio attivo Caratteristiche
YERBA MATÈ caffeina Infuso amaro molto diffuso in Sud America derivante da Ilex paraguariensis, contiene molte vitamine, Sali minerali e sostanze antiossidanti e xantine, assimilabili alla caffeina a cui sono attribuiti gli effetti tonici e stimolanti. Sono molte le proprietà che vengono attribuite a questo infuso (senso di sazietà, modulazione del rilascio di glucosio nel sangue, antiossidante e antinfiammatoria…) ma ad oggi non esistono evidenze scientifiche al riguardo sugli effetti sull’uomo.

ATTENZIONE A:

Assumere questi supplementi, in gravidanza, allattamento, al di sotto dei 12 anni e in presenza di patologie cardiovascolari e di contemporanea assunzione di alcune tipologie di farmaci.

Molte di queste sostanze rientrano nella composizione di integratori e preparati erboristici, cosiddetti “per dimagrire”, del cui effetto però non esiste alcuna evidenza scientifica e tra quelli assunti dagli atleti per esaltare le proprie performance.

Si consiglia prudenza nell’acquistare e nell’assumere tali integratori, soprattutto se in dose eccessiva, pensando di aumentarne l’effetto, per i possibili effetti collaterali, e in caso di attività sportiva agonistica non va sottovalutato il rischio di risultare positivi ai controlli antidoping, visto l’elevato contributo in caffeina.

In conclusione le proprietà toniche ad adattogene non sono sempre presenti in tutti i preparati ma in ogni caso si tratta di piante che per le loro caratteristiche conferiscono ai prodotti da loro derivati specifici benefici se utilizzati nel modo giusto, anche se la ricerca scientifica deve ancora indagare sulle tante potenzialità di queste piante per dimostrarne i reali ed effettivi effetti.

Infatti, anche se queste piante vengono usate dalle diverse medicine tradizionali da tempi lontani, molte di queste attività sono state dimostrate in vitro o sugli animali e sono ancora in attesa di una conferma scientifica sull’uomo.

L’ultimo articolo, nella prossima Newsletter sarà dedicato ai cosiddetti ENERGY DRINK, bevande vendute in lattina, spesso addizionate con anidride carbonica e dal sapore dolce e appetibile costituite da numerosi ingredienti, rivolte soprattutto ad un pubblico giovane e il cui uso è aumentato tantissimo negli ultimi anni.

 

 



Terminiamo sfatando le false credenze sull’acqua, la serie di  quattro articoli estratti dalle Linee guida per una sana alimentazione – Edizione 2018 pubblicate dal CREA.
ACQUA

1) Non è vero che l’acqua deve essere bevuta solo al di fuori dei pasti. Anche se si eccede nella quantità, il massimo che può succedere è un piccolo allungamento dei tempi della digestione (per una diluizione dei succhi gastrici). Un’adeguata quantità di acqua (non oltre i 600-700 ml) è utile perché migliora la consistenza e la diluizione degli alimenti ingeriti, con la conseguenza di un miglioramento di digestione e assorbimento.

2) Non è vero che l’acqua fa ingrassare. Non contiene energia e le variazioni di peso dovute all’ingestione o eliminazione sono momentanee e ingannevoli.

3) Non è vero che bere molta acqua provoca una maggiore ritenzione idrica. Questa condizione, quando non è dovuta a particolari patologie, dipende dal sale o da altre sostanze contenute negli alimenti, non dalla quantità di acqua che ingeriamo.

Il calcio è prezioso solo per le ossa? - MeetabAcademy

4) Non è vero che è meglio preferire le acque oligominerali rispetto a quelle maggiormente mineralizzate per mantenere la linea o “curare la cellulite”. I sali in essa contenuti e l’acqua stessa favoriscono l’eliminazione di quelli in eccesso nell’organismo. Nei bambini, in particolare, sarebbe bene non utilizzare esclusivamente acque oligominerali, alternandole con quelle più ricche di minerali.

5) Non è vero che il calcio presente nell’acqua non è assorbito dal nostro organismo. La capacità dell’intestino di assorbire il calcio contenuto nell’acqua (spesso presente in quantità consistente) è simile a quella del calcio contenuto nel latte e prodotti lattiero-caseari.

6) Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisce la formazione dei calcoli renali. Le persone predisposte a formare questo tipo di calcoli devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto possa favorirne la formazione: anzi, ricordiamo che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire un fattore protettivo.

7) Non è vero che l’acqua gassata fa male. Né l’acqua naturalmente gassata, né quella addizionata con anidride carbonica creano problemi alla salute, anzi l’anidride carbonica migliora la conservabilità del prodotto. Solo quando la quantità di gas è molto elevata, si possono avere lievi sintomi in individui che già soffrono di disturbi gastrici e/o intestinali per la temporanea pressione a livello dell’apparato gastrointestinale.

 

Gli 8 importanti benefici dell'acqua minerale

8) Non è vero che bere acqua fredda fa male; anzi è piacevole quando fa caldo. L’importante è farlo lentamente per evitare congestioni.

9) Non è vero che uno o due bicchieri di acqua tiepida bevuti a digiuno purificano l’organismo. Male certamente non fanno, ma una pratica del genere non serve a nulla.

10) Non è vero che le acque a basso contenuto di sodio sono utili per chi soffre di ipertensione. Il sodio contenuto nelle acque è in quantità talmente bassa che la sua assunzione è irrilevante sia riguardo alla salute che riguardo all’estetica.

11) Non è vero che si perde acqua solo quando fa molto caldo. Anche quando fa molto freddo e l’aria che inspiriamo è particolarmente secca, espiriamo comunque aria umida (vapore) e quindi perdiamo acqua ad ogni respiro.

Tratto da Linee guida per una sana alimentazione (CREA 2018)

Qualora foste interessati ad approfondire anche altri argomenti Clicca qui per scaricare il documento completo.



Proseguiamo oggi con la terza scheda tratta dalle Linee guida per una sana alimentazione – Edizione 2018 pubblicate dal CREA (Centro ricerca alimenti e nutrizione) sfatando le false credenze più diffuse sul tema di FRUTTA E VERDURA.

FRUTTA E VERDURA

1) Non è vero che la frutta ai pasti faccia male. Questa credenza deriva probabilmente dal suggerimento strategico, specie per chi deve perdere peso, di usare la frutta (e a volte anche la verdura) come snack al posto di qualcosa di più calorico. Mangiare frutta durante o a fine pasto può essere addirittura positivo, perché la vitamina C presente migliora l’assorbimento del ferro dei vegetali, perché deterge la mucosa della bocca, perché può essere un fine pasto gradevole, dolce ma non eccessivamente calorico.

2) Non è vero che la frutta “gonfia”, perché il rallentamento della digestione che si ha con l’ingestione delle fibre è di scarsissima entità. Solo le persone che hanno problemi specifici di gonfiore intestinale possono trarre vantaggio dall’assunzione di frutta lontano dai pasti.

3) Non è vero che il succo di frutta sostituisce un frutto. Anche se ottenuti con il 100% di materia prima, sono particolarmente carenti di fibra ed hanno un potere saziante nettamente inferiore rispetto alla frutta intera. Mangiare frutta e verdura anche se fuori stagione ha comunque effetti benefici per la nostra salute.

4) Non è vero che mangiare tre noci o quattro mandorle al giorno faccia abbassare il colesterolo. Questi prodotti sono ricchi di acidi grassi polinsaturi che, in sostituzione di altri grassi (saturi), possono favorire il mantenimento dei valori corretti di colesterolemia e migliorare alcuni parametri di salute cardiovascolare. Si tratta comunque di acidi grassi (ricchi di calorie) e la semplice aggiunta alla dieta non è di per sé un fattore di modulazione del colesterolo.

5) Non è vero che mangiare frutta e verdura fuori stagione o provenienti da lontano non abbia alcun effetto benefico sulla salute. Molti consumatori sono preoccupati di non trovare in questi alimenti le componenti di vitamine e minerali presenti dei prodotti di stagione, che sono comunque da preferire perché sono più buoni e costano meno.

6) Non è vero che frutta secca a guscio (noci, nocciole, mandorle, ecc.) e frutta essiccata (tipo fichi secchi, prugne secche, ecc.) si equivalgano. La frutta secca a guscio rappresenta il seme della frutta ed ha quindi un elevato contenuto di energia, acidi grassi insaturi, fibra, acido folico, minerali, mentre quella essiccata (disidratata) è essenzialmente frutta a cui è stata sottratta acqua per aumentare la conservazione. È quindi molto zuccherina, non grassa né proteica ed ha un’elevata concentrazione di fibra e vitamine. Ancora diversa la frutta candita, una particolare varietà di prodotti caratterizzata dalla conservazione con aggiunta di zucchero.

Tratto da Linee guida per una sana alimentazione (CREA 2018)

Nella prossima newsletter parleremo di

VERO O FALSO sull’ACQUA



Abbiamo analizzato nel precedente articolo la classificazione delle bevande e alimenti ad azione stimolante. Entriamo più nel dettaglio di quello che è il gruppo delle cosiddette sostanze nervine in particolare del thè, del caffè e cioccolata (cacao).

Le cosiddette BEVANDE NERVINE in particolare il thè e il caffè e i derivati del cacao, agendo soprattutto a livello centrale possono migliorare l’efficienza fisica e psichica: tali effetti però sono strettamente legati alla dose di assunzione in quanto un uso eccessivo può portare ad una serie di sintomi indesiderati, mentre se consumati con razionalità, sono alleati preziosi della salute.

 

BENEFICI

Si tratta di effetti positivi sia in termini di prevenzione, nei confronti di diverse patologie che ai fini salutistici. Si ritiene che un consumo di 2-3 tazzine al giorno, pari a circa 150/300 mg di caffeina totale, non provochi problemi alla maggior parte delle persone adulte, escludendo il periodo della gravidanza.

  • Aiuto nei processi digestivi aumentando la secrezione gastrica
  • Miglioramento dei riflessi e le capacità di concentrazione
  • Probabile azione benefica nei confronti di malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson) e del rallentamento nel declino cognitivo
  • Presenza di flavonoidi efficaci per la prevenzione delle malattie cardiovascolari
  • Presenza di sostanze ad azione antiossidante

CONTROINDICAZIONI

Si intende la presenza di uno o più fattori che ne sconsigliano l’uso o ne richiedono la limitazione in particolari gruppi di persone o situazioni.

  • Gastrite, Ulcera
  • Malattie legate all’apparato cardiocircolatorio
  • Ipertensione arteriosa, Aritmie
  • Alcolismo
  • Stato di gravidanza e allattamento
  • Osteoporosi
  • Alcolismo

Ciò non significa che il caffè deve essere sempre messo al bando, ma usato con buon senso, magari limitando il consumo a  un  massimo di due tazzine al giorno

EFFETTI COLLATERALI 

Si tratta di effetti correlati in genere a un uso eccessivo della sostanza

  • Nervosismo
  • Irritabilità
  • Ansia
  • Aritmia, aumento della frequenza cardiaca
  • Insonnia
  • Aumento della pressione arteriosa e palpitazioni
  • Esofagite da reflusso gastrointestinale

CURIOSITA’

Caffè: la bevanda nervina più bevuta al mondo contiene più di mille componenti diversi, non tutti ancora conosciuti e le varietà più utilizzate sono  Coffea arabica e Coffea robusta. Gli arabi sono stati i primi consumatori e diffusori.  La caffeina nei primi 10’ dopo l’ingestione viene completamente assorbita nello stomaco e nel tratto iniziale dell’intestino  e raggiunge la massima concentrazione in sangue dopo 45’.

Caffè Decaffeinato: chi si chiede se faccia male, pensa ai metodi impiegati per estrarre la caffeina. In realtà oggi l’uso di solventi organici, un tempo molto diffuso è stato superato da procedimenti più sicuri per la salute. L’utilizzo dell’acqua calda e filtrazione con carboni attivi è sicuro ma riduce le caratteristiche organolettiche del caffè, dilavando le sostanze aromatiche. Il metodo più diffuso oggi è estrarre la caffeina con anidride carbonica: non si impiegano solventi e gli aromi originari del caffè non subiscono danni rilevanti.

Tè: il suo aroma dipende dalla varietà, dal trattamento subito dalle foglie e dal luogo di coltivazione. Ne esistono varie tipologie: tè nero, fermentato prima dell’essiccazione e elevato contenuto di teina. Oolong, semi fermentato con breve fermentazione prima dell’ essiccazione.  Tè verde non fermentato  e  Tè bianco con gemme parzialmente ossidate e elevate quantità di polifenoli con azione antiossidante. Esistono poi altre varietà quali il  Tè aromatizzato ( verde o nero) con aggiunta  di aromi di fiori, frutta, spezie; Tè deteinato: a cui viene tolta la teina con una lavorazione simile a quella del caffè decaffeinato e Tè solubile: ottenuto per disidratazione della bevanda commercializzato in buste.

Cacao: si ottiene dai semi fermentati ed essiccanti della Theobroma cacao, originaria dell’America centrale, furono i Maya intorno al mille a.C. i primi coltivatori della pianta, esportata a partire dall’Ottocento nelle zone tropicali di Africa e Asia. Dal cacao si ottiene un alimento energetico senza colesterolo contenente  oltre a caffeina e teobromina, numerosi antiossidanti, sali minerali come il Magnesio, vitamine del gruppo B, Vit. E, e amminoacidi essenziali. La cioccolata è classificata in base al contenuto di pasta di cacao, burro di cacao, latte, zucchero e altre sostanze  e ne esistono diverse varietà in commercio: in polvere, solubili e solide: amaro, extrafondente, fondente, al latte, bianco, nocciole, gianduia, aromatizzato. Le proprietà  sono strettamente correlate al contenuto di cacao presente: più il cioccolato è puro e di qualità (extra fondente) e maggiori sono le proprietà benefiche che apporta. A differenza di thè e caffe pero ricordiamoci che il cacao apporta molte calorie e l’ideale sarebbe non superare 20g di cioccolato amaro al giorno.



Chi di noi non inizia la giornata con una bella tazzina di caffè, chi non sa rinunciare a una tazza di thè caldo o di cioccolata,  chi ha provato un Energy drink o un infuso tonificante?

Ma conosciamo davvero le bevande che utilizziamo per concentrarci, per stare più svegli e per avere maggiore energia? I miei pazienti mi domandano:

Fanno bene? Fanno male? Cosa contengono? Quanto ne posso bere? Vanno bene per tutti?

Si tratta di bevande in genere analcoliche, caratterizzate da una specifica attività grazie ai diversi principi attivi contenuti, capaci di agire soprattutto a livello del sistema nervoso centrale fornendo un’azione stimolante, tonica oppure calmante.

Non è facile suddividerle in categorie perché spesso le proprietà che possiedono, grazie alla presenza di numerosi principi attivi che possono interagire tra loro, possono farle rientrare in categorie diverse. Vediamole seconda dell’attività prevalente.

NERVINE

L’aggettivo “nervino” sottolinea le proprietà di sostanze contenute in queste bevande, in grado di agire sul sistema nervoso centrale. Le sostanze nervine per eccellenza, con un’azione stimolante sono la caffeina, la teobromina, la teofillina e nella categoria degli alimenti nervini vengono fatti rientrare il tè, il caffè, il cacao. Anche la camomilla, per il suo effetto, anche se rilassante, sul sistema nervoso centrale viene spesso inserita in questa categoria.

ENERGETICHE

Tra le cosiddette bevande energetiche o “Energy drink” rientrano bevande vendute in lattina, spesso addizionate con anidride carbonica e dal sapore dolce e appetibile costituite da numerosi ingredienti. In genere è presente caffeina in quantità variabili tra 80-400 mg a lattina. Altri ingredienti comuni sono taurina (circa 1.000 mg), Guaranà, Ginseng, Yerba mate, Ginkgo biloba, creatina, carnitina, inositolo, vitamine, antiossidanti, e zuccheri, la cui quantità totale a seconda della bevanda può arrivare ad essere anche maggiore del 12%. L’elevata presenza di sostanze stimolanti può agire sul sistema nervoso centrale influenzando le attività psicomotorie di chi le assume.

TONICHE E ADATTOGENE

Contengono sostanza o preparati derivati da piante con diverse attività in grado di agire sulla resistenza dell’organismo allo stress psicofisico, proprietà antiossidanti e adattogene, che possono avere un’azione sul sistema immunitario, sul tono muscolare  e  sulle capacità fisiche e mentali. Tra gli infusi assimilabili a questa categoria ricordiamo il Guranà, la  Yerba Mate,  l’Arancio amaro, il Ginseng.

Comunque il principio attivo prevalente in queste bevande o alimenti è quasi sempre la caffeina, presente in foglie, semi e frutti di diverse piante, come il Caffè, Guaraná, il Tè, la Cola o la Yerba mate che vengono prevalentemente consumate come infusi. Vediamo nella tabella successiva la quantità di caffeina presente in molte delle bevande così dette ad azione stimolante.

ALIMENTO O BEVANDA CAFFEINA (mg)
1 tazza di tè: 20 – 70 variabile a seconda del tè
1 tazza di caffè solubile 57
1 lattina di Coca-Cola 35 330 ml
1 Espresso 50

90

100% arabica

Miscela robusta

1 tazza di caffe istantaneo 20-100 150 ml
Caffe filtrato all’americana 60-120 150 ml
1 Espresso decaffeinato 4
Moka miscela 90
Moka decaffeinato 5 -7
Caffè alla turca 80 – 150
1 lattina di Energy drink 80 Red Bull o simili 250ml
Cioccolato fondente 120 100g
Cioccolato al latte 20 30 g

La caffeina è la sostanza psicoattiva più diffusa e più consumata nel mondo, legale in tutti i paesi, a differenza di altre sostanze psicoattive, e accettata o tollerata da pressoché tutte le principali religioni.

 

PRINCIPIO ATTIVO PREVALENTE
TE Teina*
CAFFÈ caffeina
CACAO teobromina
COLA caffeina
ARANCIO AMARO sinefrina
GUARANÀ Guaranina*
YERBA MATÈ mateina*

 

In queste bevande sono presenti comunque altri principi attivi molti dei quali sono chimicamente identificabili * con l’alcaloide caffeina

Nel prossimo articolo parleremo più nel dettaglio delle cosiddette BEVANDE NERVINE in particolare del thè, del caffè e cioccolata (cacao).



Proseguiamo oggi con la seconda scheda tratta dalle Linee guida per una sana alimentazione – Edizione 2018 pubblicate dal CREA (Centro ricerca alimenti e nutrizione) sfatando le false credenze più diffuse sul tema di Gravidanza e Allattamento.

 GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

1) Non è vero che, se si mangia tanta frutta e verdura, l’integrazione con acido folico non serve. Le necessità per la prevenzione delle malformazioni, in previsione della gravidanza e durante il primo trimestre sono molto elevate e difficilmente si soddisfano con la sola dieta. La supplementazione associata a una dieta ricca di frutta e verdura è una strategia preventiva molto efficiente e indispensabile per la salute del bambino.

2) Non è vero che in gravidanza è necessario mangiare per due: ci sono delle necessità energetiche maggiori ma non sono così elevate. L’alimentazione in gravidanza deve essere più attenta alla qualità (carni magre, pesce, latte, frutta, verdura, poco sale e zucchero) che alla quantità.

3) Non è vero che i desideri alimentari insoddisfatti durante la gravidanza provocano al bambino dei segni sulla pelle (le voglie). Ricordiamo però che, senza eccedere, una gratificazione alimentare può essere utile in un momento particolare per la vita della donna.

4) Non è vero che si devono necessariamente assumere lassativi per evitare la stipsi. In gravidanza è comune, e per attenuarne i sintomi è opportuno mangiare cibi ricchi di fibre, come frutta, verdura e cereali integrali, e bere molta acqua. Sono consigliati anche lo yogurt e gli altri tipi di latte fermentato, perché i fermenti lattici mantengono in equilibrio la flora batterica intestinale favorendo il buon funzionamento dell’intestino.

5) Non è vero che durante la gravidanza è necessario astenersi da qualunque attività fisica nel timore che l’esercizio aumenti il rischio di eventi avversi. La sedentarietà è un’abitudine negativa per la salute di tutti e una regolare attività fisica è parte di una gravidanza condotta in modo sano.

6) Non è vero che bere birra dà vantaggi alla nutrice: non favorisce la produzione di latte, anzi come tutte le altre bevande alcoliche ne riduce la quantità.

7) Non è vero che “il latte fa latte”, né che berlo durante l’allattamento favorisca l’insorgenza di allergie nel bambino. Latte e latticini devono essere presenti nell’alimentazione della donna che allatta nelle stesse frequenze della donna che non allatta.

8) Non è vero che bere tanta acqua, o in generale tanti liquidi oltre il necessario, faccia produrre più latte.

9) Non è vero che la donna in allattamento abbia fabbisogni maggiori di calcio e, se si alimenta bene, non è necessaria un’integrazione. Il calcio necessario alla produzione di latte viene comunque mobilizzato dal tessuto osseo che subisce un impoverimento temporaneo, per normalizzarsi progressivamente nei periodi successivi all’allattamento.

10) Non è vero che la donna in allattamento deve evitare di mangiare alimenti con sapori forti o spezie per paura che il latte risulti di sapore non gradito. Al contrario la varietà dei sapori del latte materno faciliterà l’introduzione di cibi solidi e porterà ad una maggiore propensione del bambino verso alimenti diversi.

11) Non è vero che caffè e tè sono proibiti durante l’allattamento, basta berne poco (due tazzine di caffè al giorno) e lontano dalla poppata. Se si desidera berne di più scegliere i prodotti decaffeinati o deteinati.

Tratto da Linee guida per una sana alimentazione (CREA 2018)

Nella prossima newsletter parleremo di  VERO O FALSO su  FRUTTA E VERDURA



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VERO O FALSO?

FALSI MITI E CREDENZE SUL PESO

Alla fine del 2019, sono state pubblicate dal CREA (Centro ricerca alimenti e nutrizione) le nuove Linee guida per una sana alimentazione – Edizione 2018, un aggiornamento atteso da molto tempo, visto che l’ultima revisione risaliva a 15 anni fa. Consigli e raccomandazioni sono raccolti in quattro aree tematiche:

  • BILANCIA I NUTRIENTI E MANTIENI IL PESO
  • PIÙ È MEGLIO
  • MENO È MEGLIO
  • SCEGLI LA VARIETÀ, LA SICUREZZA E LA SOSTENIBILITÀ

A loro volta suddivise in 13 sezioni ognuna delle quali si chiude con una scheda in cui gli esperti del CREA sfatano le false credenze più diffuse. Cominciamo oggi con le credenze sul peso corporeo.

PESO CORPOREO

1) Non è vero che l’eccesso di peso derivi da un’ossatura particolarmente pesante o grande. Innanzi tutto, anatomicamente la struttura del tessuto osseo, che all’analisi istologica è un reticolo, è tale da consentire il massimo della robustezza con il minimo del peso e il massimo della flessibilità. Il peso delle ossa, infatti, rappresenta una proporzione abbastanza costante del nostro peso: circa il 15% nei maschi e il 12% nelle femmine.

2) Non è vero che dimagrire sia inutile perché tanto prima o poi si recupera tutto il peso perso. Ignorare o sottovalutare le conseguenze metaboliche dell’eccesso di peso è sbagliato, mentre provare ad affrontare il problema è opportuno e consigliabile. È però vero che per risolvere in maniera permanente il problema è fondamentale cambiare le proprie abitudini alimentari e il proprio stile di vita, anche per evitare di ricadere negli stessi errori commessi in precedenza. È fin troppo ovvio che se al termine di una perdita di peso si ricominciano le abitudini precedenti, si riacquista in breve tempo il peso perso e forse qualcosa di più.

3) Non è vero che siccome l’obesità può essere geneticamente predeterminata non possiamo farci nulla. La genetica gioca sicuramente un ruolo, ma quando osserviamo che nella stessa famiglia i componenti sono tutti in eccesso ponderale è probabile che tutti siano esposti alle medesime cattive abitudini alimentari e di stile di vita.

4) Non è vero che indossare panciere di gomma o tute di plastica aiuti a dimagrire, tutt’al più si perde acqua, che viene peraltro recuperata in tempi brevissimi. La plastica, inoltre, farà aumentare la sensazione di calore, fino a limitare la quantità di attività fisica spontanea sopportabile, riducendo proprio quel surplus di dispendio energetico che desideriamo conseguire. È vero che il sudore è il segno che si stanno bruciando calorie, ma non ne è la causa.

5) Non è vero che se svolgiamo un po’ di esercizio fisico possiamo o dobbiamo mangiare di più. Non esistono esercizi miracolosi e soprattutto non dobbiamo sopravvalutare il surplus di dispendio energetico che l’esercizio stesso riesce ad assicurare. Una buona attività fisica, più che per dimagrire, deve servire a conservare e tonificare la massa magra e a normalizzare i parametri ematici (glicemia, colesterolemia, ecc.).

6) Non è vero che siano le diete dimagranti ripetute nel tempo a provocare l’anoressia. È vero che possono verificarsi episodi di diete dimagranti a cui seguono eccessive focalizzazioni sulla magrezza, ma ci sono anche molti casi in cui i comportamenti tipici dell’anoressia si instaurano senza che siano state precedentemente effettuate diete dimagranti.

7) Non è vero che i disturbi alimentari siano scelte o atteggiamenti che possano essere corretti con la sola buona volontà. Chi ne soffre non è in grado di controllare questi fenomeni, che richiedono pertanto un intervento specialistico.

8) Non è vero che la magrezza sia l’unico sintomo dei disturbi alimentari che possono provocare effetti fisici differenti come nel caso della bulimia in cui non sempre si osservano magrezze eccessive. Le principali caratteristiche di tali disturbi sono la percezione distorta del proprio corpo, visto sempre come troppo grasso, e/o l’ossessione del cibo e del mangiare, con comportamenti disfunzionali che non sono necessariamente orientati a privazioni.

Nella prossima newsletter parleremo di

VERO O FALSO in GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Tratto da Linee guida per una sana alimentazione (CREA 2018)

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